LA COMPETIZIONE

Di Marta Allegrone II^C

Solitamente per competizione s’intende una gara, una sfida. Per me la competizione non significa fare meglio degli altri ma dare il meglio di me stessa. La competizione è comunque necessaria per mantenere alta sia l’attenzione sia la concentrazione, ma in ogni caso deve essere sempre una competizione pienamente sana e leale. 

Nella competizione è necessario rispettare se stessi, gli altri e tenere sempre a mente le regole fondamentali.

Io quando ero più piccola ero davvero tanto competitiva, volevo essere sempre prima in tutto ma crescendo ho capito che nella vita non si può essere sempre primi. 

Mi ricordo che alle elementari quando la maestra ci portava giù in palestra partiva sempre la competizione in tutto, da lì in poi non eravamo più una classe ma tutti contro tutti, particolarmente quando si giocava a palla avvelenata, le squadre erano quasi sempre le stesse, perché anche se eravamo e siamo tutt’ora una classe unita, si sono creati dei “sottogruppi”, anche per questo c’era molta più competizione.

Adesso sono tutto il contrario, sono molto meno competitiva di prima, da un lato è meglio, perché inizio a non essere troppo “arrabbiata” quando perdo, questo non significa non accettare la sconfitta, ma saper di aver dato il meglio di sé e poi non aver ottenuto i risultati desiderati. 

Invece da un lato è peggio, non essere più competitiva mi porta a non dare il massimo, a non avere quella carica e quella forza per affrontare qualsiasi tipo di sfida.

In questo ultimo anno ho dovuto lasciare due sport per ansia, non so neanche io bene da cosa deriva questa ansia, però quando mi viene questa ansia ho un nodo allo stomaco, faccio fatica a camminare, mi tremano le gambe e le mani e ho un senso di vomito, infatti la maggior parte delle volte vomitavo in spogliatoio. Questo problema forse è causato dal fatto che non mi sento mai all’altezza di quello che faccio, ad esempio quando ho iniziato calcio era il 2019, ero in una squadra di soli maschi, io mi sono sempre trovata meglio con i maschi che con le femmine, in questo caso non è stato così,  io non mi trovavo molto bene perché loro erano circa 5 anni che giocano in una squadra “vera” in una società calcistica vera e propria, mentre io fino ad allora non avevo mai giocato in squadre, io giocavo con gli amici a calcetto.

E proprio per questo che forse ho iniziato a credere sempre meno in me stessa e allo stesso tempo a demoralizzarmi sempre di più e questo mi ha portato a non avere più motivazione a fare nulla. Il problema di questa ansia è che non è un’ansia “buona”, se lo fosse mi farebbe stare più attenta e concentrata ma fa tutto il contrario, io non ho più il controllo di me stessa.

Però queste cose mi accadono quando devo affrontare situazioni nuove da sola, le situazione nuove mi mettono davvero ansia, perché non mi sento mai all’altezza di quella situazione per poi poterla superare. Tutto questo penso che derivi dalla mia bassa autostima quindi di conseguenza non sentirmi all’altezza di superare gli ostacoli che mi metterà davanti la vita. 

Spero di superare al più presto questa difficoltà concentrandomi sull’idea che devo i impegnarmi a portare a termine gli obiettivi posti, puntando sul fatto che non devo mai sentirmi in competizione con gli altri perché è proprio quello che in fondo mi porta a questa difficoltà. 

 

 

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