IL MIO MODELLO DI VITA

Di Sara Grassi III^A

Il mio modello di vita… il mio modello di vita? Bella domanda. Qual è il mio modello di vita? Ho un modello di vita?  No, credo proprio di no, non ho un modello di vita! Credo che non ci sia solo una persona da cui prenderei spunto oppure ne copierei lo stile, non voglio assomigliare a qualcuno in particolare, ma preferirei “prendere” la parte più bella, le caratteristiche che differenziano, che  rendono speciale e uniche le persone che mi circondano e farne un modello di vita.

Prenderei la calma di mia nonna Francesca, la persona che stimo e ammiro  di più della mia famiglia; non è solo mia nonna ma anche la mia migliore amica, il mio diario segreto. Donnina piccola con un carattere deciso, molto testarda ma con un cuore grande grande.

L’amore per la natura di mio nonno Beppe. Lui mi ha insegnato a vendemmiare, a fare gli innesti, a prendersi cura delle piante da frutto e come si prepara la terra per creare un orto. Il rispetto per gli animali, dai più grandi ai più piccoli. La passione per i documentari di storia e i  film western.

Prenderei la generosità di mia zia Laura e di mio zio Piero, e vorrei la serenità di mia nonna Rosetta.

Desidero la curiosità di mio papà. Vorrei viaggiare tanto come ha fatto lui: andare in Pakistan, Africa, Messico, Madagascar, Perù, Canada… per fare questo, però, serve anche la serietà di mia mamma e il suo impegno nel lavoro. Anche a me piacerebbe ricoprire un ruolo di responsabilità come fa lei nella Cooperativa che gestisce.

Mi piacerebbe avere l’organizzazione della mia prof visto che vorrei fare una cosa simile nella vita, trasmettere anch’io come lei tutta la passione per il lavoro. È l’unica che riesce a trasmettermi l’amore che ci mette per insegnare, che però purtroppo non è apprezzato da tutti. Credo che sia una di quelle professoresse che mi mancheranno veramente dopo le scuole medie. 

Inoltre vorrei la schiettezza di Giulia. Desidero anch’io non vergognarmi di quello che penso o dico… sinceramente prenderei anche un po’ della sua sicurezza. Le “maschere” che porto cominciano a pesare. Vorrei la dolcezza di Anna – anche se non lo dà a notare ed è difficile da credere – è molto dolce e premurosa in ogni cosa che fa, dalla più importante a quella più banale (anche un po’ dei suoi addominali non mi dispiacerebbero).

Poi prenderei la simpatia di Mattia; avere sempre una battuta pronta nella vita non è semplice e riuscire a far ridere gli altri è ancora di più difficile… vorrei un po’ della semplicità e della finezza di Giovanni. Desidero l’impegno e la costanza che ci mette Francesca per arrivare ai suoi obiettivi, ma anche la sua ingenuità e un poco della sua meravigliosa fantasia.

Desidero avere la spensieratezza del fratellino della mia migliore amica, Pietro, e l’immensa vivacità di Lisa.

  A volte vorrei non pensare, fare le cose d’impulso come fa Gemma.   

Ecco… tutte queste cose messe insieme pezzo per pezzo come un enorme puzzle, come tutti i mattoni che formano una casa, come le pagine che compongono un libro, creano il mio personale modello di vita. 

Non  mi porterà  certo a diventare famosa in tutto il mondo per delle  imprese o  delle  scoperte straordinarie, e men che meno ricca , però sarà mio ed esclusivamente mio modello, come un diamante rarissimo che possiedo solamente io.

Di sicuro non sarà facile mettere insieme i pezzi, assemblare tutti i mattoni e scrivere tutte le pagine, però con  l’aiuto delle persone che stimo sono sicura che ce la farò.

Non dovrò fare qualche scuola in particolare per riuscire ad acquisire tutte queste qualità, solo quello che mi dice il mio istinto, quello che mi consiglieranno i miei amici e i miei familiari, quello che sono più portata a fare perché come penso e come penserò sempre la vita è la nostra, siamo noi a viverla, non dobbiamo assomigliare a nessun altro se non cercare di rendere nostre le caratteristiche migliori delle persone che ci circondano, perché noi siamo noi, non qualcun altro.

 

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