LA VITA E’ UNA STRADA

Di Beatrice Semino  III^ D

La vita è una strada. Ogni strada ha un punto di arrivo e di partenza, o di partenza e arrivo. Ci sono tante altre stradine che incontrano la nostra autostrada, alcune di campagna, perfette per fare enduro, comunali, provinciali, statali, tangenziali. Ognuna di queste rappresenta qualcosa e la dimensione il relativo peso che attribuiamo. La mia vita ha tante tangenziali, tante passioni completamente eterogenee che occupano il tempo: dal dilettarmi ogni sera a assemblare note e metterle alla tastiera, all’Enduro, per il quale quotidianamente monto e smonto pezzi, spesso mi alleno duramente, cadendo, talvolta facendomi  anche male e rialzandomi. Sbagliando si impara, d’altronde non è questo il motto? Oggi, è proprio ciò di cui vorrei parlare, in quanto fan sfegatata del motocross. Aspiro a diventare come Catalina con il suo KTM 125 2021, una ragazza di 18 anni, pilota di moto da cross, abbastanza famosa sui social. Anche io, come lei, desidero arrivare ad alti livelli e fare delle gare piuttosto importanti rischiando, ogni giorno, per la cosa più bella che è tua. Vorrei prendere i salti nel medesimo modo di Catalina, fare quegli atterraggi in pista che sfiorano la perfezione. Con tanta costanza e impegno ci arriverò, non serve altro che coraggio, e non mi manca. Spesso mi immedesimo in lei, come in tutti gli altri piloti di moto. Sentire il formicolio delle protezioni, la tuta cadermi (essendo fabbricata per uomini adulti), il casco stringermi le tempie fino a sentire quasi in cervello esplodere, il cuore in gola e gli stivali con cui fatico a camminare una volta scesa da bordo: ecco questa è felicità. Vorrei diventare come tutti i motociclisti più esperti, rimanendo pur sempre la persona semplice che sono, gridare in faccia a tutti quelli che disprezzano me e la mia passione “ho vinto io”, a coloro che ridono nel vedermi su una moto tanto alta da superarmi le spalle, che pesa più del doppio di me, a chi, vedendomi ferma ad un incrocio, faticando a restare in equilibrio, appoggiata su un piede, più che di sbieco, in orizzontale, ha il coraggio di deridermi. Intanto, alla fine, vincerò io. Chi ha un sogno, si impegna con costanza, con tutta la volontà che ha in sé, vince. E anche se non vince, vince lo stesso, vince per proteggere ciò che ama. Un giorno, sarò al crossodromo di Orbassano con un Husqvarna 250 e un KTM 125, per carità, senza abbandonare il mio bellissimo Vent Baja. Beh, forse con lui continuerò a impantanarmi per Cerreto fino ai parafanghi e a distruggermi i muscoli per tirarlo fuori. Voglio diventare talentuosa come chi mi ha inculcato questa passione, mio nonno; voglio sfrecciare col suo 150 e, anche se purtroppo non mi vedrà mai, ne sarebbe orgoglioso. Mi ha lasciato per l’ultima volta su una mini moto per bambini di tre quattro anni e mi vedrà per sempre su questa passione, a respirare fino all’ultimo il profumatissimo gas di scarico. Un idolo può sembrare importante, ma lo deve essere fino a un certo punto: serve personalità e qualcosa di mai visto, per sorprendere, prima di tutto se stessi. Non smetterò mai di migliorarmi, non smetterò mai di tornare a casa piena di lividi e tagli, coperta di terra, di essere troppo spericolata, di saltare i fossi senza neanche vederli da quanto sono sbadata, di cercare il telefono per ore dopo aver dimenticato le tasche aperte, di impantanarmi in mezzo alle frane, di essere distratta e perdermi, di rimanere a secco per non aver fatto bene i conti e mille altre cose. È meglio così. Non c’è modo migliore per vivere che fare esperienza sulla propria pelle e non dentro una bolla di vetro. Preferisco cadere ed essere zoppa che rimanere a guardare; la nostra strada continua imperterrita, senza guardare in faccia nessuno, senza sapere se eravamo noi quel bellissimo 69 che gareggiava con la tuta gialla o se stavamo comodi in panchina, ad aspettare. La sorte, prima di rapirci per sempre, non chiede  se abbiamo già guidato quella bellissima Africa Twin o se avevamo troppa paura di cadere e ci porteremo il rimpianto per l’eternità irrecuperabile. Prima di seguire un idolo dobbiamo seguire noi stessi, poi i consigli. I Sogni, per primi, devono essere i leader e incitarci a fare di più; è il mio concetto di ricerca della felicità, devo sentire quel profumo di libertà che tanto amo. Anche le marce lo dicono: pensate di essere su una strada di fango mezzo battuto, in quei quei sentieri scivolosi, tutti scoscesi, dove a volte è facile impantanarsi; siete in una marcia alta di giri, a più di 100 km/h, accelerare e non sentite attrito, respirare il fumo di scarico fuso con l’aria delle 6 di domenica mattina. Le gomme tassellate si trasformano rapidamente in pattini, il fango in ghiaccio. Accelerate. Sentirete quel bruuuumm così leggero e delicato come “Il Lago Dei Cigni” di Čajkovski. Ogni musica ha il suo sogno. Ogni sogno è un idolo. Ogni idolo è un modello da seguire.

 

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AVVISO A DOCENTI E GENITORI:
La funzione strumentale comunicazione di Ic_Viguzzolo invita docenti e genitori a stimolare i bambini e i ragazzi a produrre contenuti per il nostro giornalino scolastico.
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I bambini della scuola dell'infanzia e dei primi anni della primaria possono invece realizzare qualche disegno che sarà poi cura degli adulti completare con una breve descrizione di come è stato realizzato e perché, interpretando con le parole quanto il bambino ha voluto esprimere attraverso il disegno.
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