Il Mito della Luce

Il Mito della Luce

Un tempo c’erano due dei, il dio degli astri e il dio dei pianeti, fratelli, che sentendosi Soli crearono un luogo meraviglioso: i pianeti e le stelle. L’ultima creazione del dio dei pianeti fu la più bella.

Il dio dei pianeti era orgoglioso della sua creazione, però il pianeta era un po’ vuoto. Così diede vita a creature mai viste prima: avevano due braccia, due gambe e una testa!

Queste creature, plasmate dal dio dei pianeti, si verificarono molto utili per abitare il pianeta. Perciò il dio dei pianeti decise di chiamare questi esseri “UOMINI“- che lo ringraziarono per il paradiso loro regalato, trascurando il dio degli astri…

Il dio degli astri, offeso e geloso di suo fratello, privò il pianeta della luce. Il dio dei pianeti fu triste per la reazione del fratello, e allora andò da lui chiedendogli di riportare la luce sul suo pianeta, ma il fratello rispose:”Io ho creato con te questo pianeta, ma tu hai ingannato le tue creature, dicendo loro che tu hai creato tutto nell’universo, mentre io sono rimasto a guardare, perciò io ora priverò il tuo pianeta della luce, a meno che tu
non mandi uno dei tuoi uomini a combattere con me e se vince ti restituirò la luce, altrimenti per quel pianeta è la fine.”[…] “Io non ho mai fatto questo! Ma accetto la tua sfida!”. Il dio dei pianeti però, sapeva che nessuna creatura ha mai sconfitto un dio, perciò prese le sembianze di un uomo, e scese sul campo di battaglia.

Ma il dio degli astri non sapeva ancora di avere una sorella minore…

Quando il dio degli astri scese sul campo da combattimento trovò l’uomo lì ad aspettarlo, come gli era stato promesso.

I due fratelli si misero a combattere e proprio quando il dio degli astri stava per uccidere suo fratello una donna si mise in mezzo ai due e e venne uccisa al suo posto. Il combattimento si interruppe, il dio dei pianeti urlò: “Era nostra sorella!”. Il dio degli astri rimase sbalordito dalle parole del fratello, così capì anche lui qual era l’intento della sorella: “Sapeva che avevamo litigato, così come sapeva che tu eri innocente. È colpa mia. Finiscimi!” […] “No! Tu non hai colpa, ero io che dovevo dire agli uomini che è stato anche merito tuo. E poi nessuno merita di essere giudicato in base ai suoi errori peggiori, io ti perdono, ma tu puoi perdonare me?” […] “Ti ringrazio del consiglio, per questo sei perdonato“.

Detto questo, i due fratelli colmarono il pianeta di luce chiamandolo GEA, in onore della sorella.

Alessandro Roveda,

Vittoria C., Maria Giovanna, Meriem e Andrea

Classe 1^ B Volpedo

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