Anna Frank

Anna Frank è una ragazzina che, durante la seconda guerra mondiale, si confida con il suo diario segreto, regalato dal padre il giorno del suo tredicesimo compleanno.
Il diario inizia il dodici giugno 1942, quando appunto lo riceve come regalo, e termina il primo agosto 1944 qualche giorno prima dell’irruzione dei tedeschi nella casa ad Amsterdam, in Olanda  nell’alloggio in cui era rifugiata.

Anna Frank a scuola

Inoltre, il diario diventerà poi la sua migliore amica, tanto da venir chiamata Kitty. Anna parla, si confida con il suo diario come se fosse una persona reale, e questo l’aiuta anche nei momenti difficili.
Arrivati in quello che Anna definisce “alloggio segreto”, ammette che non potrà mai sentirsi a suo agio, ma riesce a rendere le stanze un po’ più accoglienti attaccando delle cartoline su muri, inoltre non possono fare rumori e tanto meno affacciarsi alle finestre o rischierebbero di essere scoperti.
Tuttavia, Anna si ritiene fortunata ad essere in una casa al sicuro rispetto ad altri ebrei, che invece si trovano in campi di concentramento o comunque in posti non sicuri.
Pochi mesi prima dell’irruzione dei tedeschi Anna prova a dare una definizione del sentimento di libertà che prova guardando il cielo azzurro fuori dalla finestra.
Anna preferirebbe restare da sola, ma, allo stesso tempo,vuole condividere con un amico le sue più intime riflessioni.
L’ultima pagina del suo diario viene scritta tre giorni prima dell’arresto della famiglia.
In quest’ultima pagina cerca di dare una definizione alla parola contraddizione che per lei ha due significati: contraddizione dal di fuori e dal di dentro.
Inizierà, quindi, una lunga riflessione che la porterà a dire di avere due lati, uno che indica come “Anna silenziosa” che prevale quando è da sola e che le permette di esprimersi facendo riflessioni, l’altro lato lo indica come “Anna allegra” che prevale quando è in pubblico. La “Anna allegra” è superficiale e, alcune volte, sgarbata, non riesce a fare riflessioni e, se le fa, le deve coprire con qualche battuta.

Emma Bonafede Classe III C

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La funzione strumentale comunicazione di Ic_Viguzzolo invita docenti e genitori a stimolare i bambini e i ragazzi a produrre contenuti per il nostro giornalino scolastico.
Si possono raccontare esperienze avvenute a scuola, in gita oppure durante il tempo libero. Chi se la sente può anche approfondire alcuni argomenti del programma, a mo' di ricerca.
I bambini della scuola dell'infanzia e dei primi anni della primaria possono invece realizzare qualche disegno che sarà poi cura degli adulti completare con una breve descrizione di come è stato realizzato e perché, interpretando con le parole quanto il bambino ha voluto esprimere attraverso il disegno.
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